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Soddisfazioni azzurre

lunedì 16 novembre 2020 - News Comitato Regionale
Un altro atleta veneto entra a far parte della nazionale di Sitting Volley: si tratta di Davide Nadai, ventottenne di Soligo. La "scoperta" di Silvia Biasi e l'ascesa in azzurro in pochi mesi.
Fonte: Ufficio Stampa Fipav Tre.Uno


C'è un altro atleta azzurro nel sitting volley trevigiano oltre alla ormai ben nota Silvia Biasi, libero della Nazionale femminile vicecampione d'Europa: si tratta di Davide Nadai, ventottenne di Soligo che dallo scorso dicembre si è conquistato un posto nel gruppo della Nazionale maschile della disciplina paralimpica.

Per Davide, militare nell'esercito a Motta di Livenza, è stata un'ascesa molto rapida, dato che si era cimentato nel sitting volley da poco più di un mese prima della convocazione in azzurro: a "scoprirlo" proprio Silvia Biasi che, dopo averlo conosciuto a ottobre 2019 al Festival della Cultura Paralimpica, gli aveva proposto di fare qualche allenamento con il Volley Codogné, società molto attiva nel sitting volley per la quale sono attualmente entrambi tesserati. "Devo dire che ero un po' scettico, all'inizio - ricorda Davide - ma ho accettato l'invito e sono andato in palestra. Al primo allenamento Silvia, a mia insaputa, mi ha fatto un video e l'ha mandato allo staff della Nazionale. Dopo circa un mese è arrivata la prima convocazione".

Di Davide non devono essere passate inosservate le capacità e la propensione ai fondamentali del volley, sport che, prima dell'incidente che gli ha cambiato la vita, aveva già praticato: "Durante medie e superiori ho giocato al La Piave Volley: sono stati gli anni d'oro della società, avevamo ottenuto degli ottimi risultati. Poi ho smesso, mi sono dedicato a finire gli studi e poi al lavoro senza praticare uno sport in particolare. Fino a quando, a 25 anni, cercando di evitare un camion che aveva frenato bruscamente in curva, sono rimasto vittima di un grave incidente in moto. Ho perso la gamba sul colpo, sono stati lunghissimi momenti di paura. Arrivati i soccorsi sono stato portato d'urgenza in ospedale dove sono rimasto per 40 giorni e dopo mesi di fisioterapia sono tornato a camminare".

Quello che è chiaro, guardando le foto nei profili social di Davide, è che l'incidente non ha fermato la sua voglia di fare sport, di muoversi e di mettersi alla prova, anzi: "Mi sono sempre piaciuti sport e attività fisica in generale. Lo sci è un'altra mia grande passione: non ho sciato solamente nell'anno dell'incidente, poi ho trovato il modo di dedicarmici comunque. I modi e le opportunità per fare sport, anche con disabilità come la mia, ci sono, basta la volontà di coglierle".

Come sta accadendo a lui con il sitting volley: dal non sapere quasi dell'esistenza di questo sport all'essere chiamato a vestire la maglia azzurra, il tutto nel giro di pochi mesi. "Purtroppo causa covid sono stati cancellati diversi tornei quest'anno e non ho ancora debuttato ufficialmente in azzurro - continua lo schiacciatore - Inoltre non sono potuto andare al collegiale di fine ottobre perché mi sono sottoposto a un altro intervento alla gamba: da alcuni mesi avevo dei dolori e ho deciso di risolvere il problema alla radice, ma presto tornerò in piedi. Nel sitting l'ambizione è migliorarmi il più possibile e magari riuscire a ottenere un bel risultato ai prossimi Europei, sperando che la situazione pandemia migliori e che si riescano a disputare. C'è tanto lavoro da fare per cercare di raggiungere risultati come quelli della Nazionale femminile (già qualificata a Tokyo, ndr), ma sono fiducioso che possiamo fare strada".

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